Mess-Ilaria Soragni

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Trama: Maryland, USA. Mavis, diciotto anni, viene rinchiusa in un riformatorio, accusata di aggressione. È internata nell’ala Nord della struttura, dove sono reclusi i ragazzi condannati per reati minori. Indossano delle tute verdi, unico colore in un mare di bianco così monotono da stordirla. Anche Mavis ne indossa una e le vengono illustrate le regole del luogo. La prima è “non avvicinarsi alla stanza 105”.

Diversa dalle altre, in quella cella è rinchiuso un ragazzo di cui nessuno sembra voler parlare. Mavis sa solo che invece lui indossa una tuta arancione e che non dovrebbe trovarsi lì, bensì nell’ala Est, riservata a chi ha commesso crimini gravi. Il suo nome non viene mai pronunciato e gli altri ragazzi si limitano a chiamarlo 105. Da subito incuriosita, Mavis infrange la prima regola, facendo di tutto per entrare in contatto con lui. Poco alla volta riesce ad avvicinarsi, a scoprire il suo nome, Niall, e a violare il suo silenzio impenetrabile. Fra Mavis e Niall nasce un rapporto sincero, empatico, che se da una parte darà a Mavis la forza di non crollare, dall’altra la travolgerà, preda di sentimenti ancora sconosciuti e in nome dei quali metterà a rischio la sua stessa vita…

La mia opinione:

Leggendo la trama di questo libro devo dire che mi ero incuriosita molto. Una storia d’amore che si svolge in un carcere minorile…Bè ammettiamo che è un’idea molto originale. Quindi ho iniziato questa lettura con le migliori intenzioni sperando che fosse all’altezza delle mie aspettative.

Diciamo che non sono rimasta completamente delusa da questo libro, come ho già detto la storia è originale e risulta innovativa e mai scontata, ma , perchè c’è sempre un ma, ci sono alcuni particolari che proprio non sono riuscita a digerire:

la prima cosa che non sono proprio riuscita a tollerare è i nomi dei protagonisti che sono stati chiamati come i componenti degli One Direction (Cioè, Davvero?), Non so bene quale sia la cosa che mi disturba di più se il fatto che nella pubblicazione abbiamo mantenuto questi nomi senza cambiarli, oppure che io conosca i nomi della famosa Boy Band. (il povero Freddie Mercury si sta rivoltando nella tomba).

Quindi avrei preferito che nella pubblicazione non fossero usati i nomi dei componenti degli One Direction che, secondo me, fa perdere credibilità alla storia.

Altro particolare che mi ha un po’ disturbato è stata la scrittura, alcune parti scritte in terza persona, altre in prima, e alcune parti risultano essere leggermente confuse.

Nonostante queste piccole critiche il romanzo, in fondo, è riuscito a coinvolgermi nella storia degli “sfortunati amanti”, probabilmente questo grazie al personaggio di Neall, con la sua complessità, il suo passato difficile e decisamente problematico, e anche se avrei preferito che si approfondisse questo personaggio, rimane il mio preferito.

Ora apro una piccola parentesi.

In questo libro viene affrontata anche una tematica molto importante che non viene trattata abbastanza, secondo me, cioè la violenza nelle carceri minorili. E non parlo della violenza tra detenuti, ma violenze da parte delle guardie, che loro compito dovrebbe essere quello di proteggere. Inizialmente pensavo che essendo un romanzo, la realtà non potesse essere così crudele, quindi ho iniziato a fare delle ricerche durante la lettura (adoro fare ricerche). E’ venuto fuori che la realtà è ben peggiore di quella che viene descritta in questo libro, sopratutto per quanto riguarda le ragazze detenute nelle carceri minorili. Facendo le mie famose ricerche in internet ho notato vari articoli che descrivono e raccontano la storia di adolescenti detenuti in America e i loro racconti sono da brividi, spaventosi: abusi sessuali, violenze fisiche, tentati suicidi…Capisco che la maggior parte di quegli adolescenti sono colpevoli dei loro crimini, spesso molto gravi, e vanno trattati con fermezza e disciplina, ma le guardi che trattano questi ragazzi come bestie da macello…sono colpevoli quanto loro.

Chiusa questa parentesi ritorno alla recensione del libro.

Un ultimo particolare che non ho apprezzato, è il finale, che è stato sviluppato frettolosamente, senza troppi particolari. Avrei di gran lunga preferito che si ampliasse maggiormente, perchè dal finale l’unica cosa che sappiamo è cosa succede a Mavis e Neall…ma tutti gli altri? leggendo il libro ci si affeziona anche agli altri detenuti, amici dei protagonisti, e alla fine non sappiamo che fine fanno, cosa succede a loro? sono riusciti anche loro a ottenere una vita migliore, come avevano tanto desiderato e progettato?

Concludo qui la mia recensione per non rivelare troppi dettagli della storia per chi volesse leggerla, perchè in fondo, è una lettura piacevole, l’ideale da leggere tra un buon l’libro e l’altro.

Consigliato:NI

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