La seconda volta che ti ho visto-Pippa Croft

Anteprima-

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È iniziato un nuovo semestre al Wyckham College di Oxford, e Lauren Cusack vuole ripartire da zero e lasciarsi il passato alle spalle. La vorticosa relazione con il fantastico aristocratico inglese Alexander Hunt si è fatta tanto bollente da scottarla, e ora Lauren è decisa a mantenere le distanze. Ma la sua determinazione vacilla quando Alexander le compare sulla porta di casa, completamente sconvolto da una devastante notizia. Lauren sa che dovrebbe stargli alla larga, ma non è possibile ignorare la chimica tra loro e presto si ritrova tra le sue braccia. Riuscirà Lauren a gestire i problemi che Alexander Hunt porta con sé? O dovrà sacrificare la passione più inebriante che abbia mai provato?

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Eccomi qui a recensire il secondo volume della Blue Trilogy di Pippa Croft dal titolo “La seconda volta che ti ho visto”.

Nel primo libro abbiamo conosciuto l’indomabile Lauren e il misterioso Alexander Hunt (si adoro chiamarlo con il suo nome per intero).

Non solo li abbiamo conosciuti, ma ci siamo beati del loro focoso modo di entrare in contatto l’uno con l’altro. In questo nuovo capitolo li ritroviamo esattamente dove li abbiamo lasciati, ovvero ai due lati opposti di una strada piovigginosa di Londra pronti per andare in direzioni diverse, ma… esatto ragazze MA.

L’autrice con un astuto colpo di scena rimescola tutte le carte in tavola e li riporta in careggiata. Uno di fronte all’altro.
Sarà sufficiente? Basterà a tenere unite queste due teste calde? Ammetto che questo improvviso “scossone” iniziale (chiamiamolo così perché sennò rischierei spoiler) è stato un bel colpo di scena, ma poi per me il libro si è bloccato del tutto.

Tutta la parte centrale ha ruotato intorno a questa nuova situazione e alle problematiche ad essa legate, contornate da quadretti idilliaci di rapporti sessuali tra i due.
Nessuna evoluzione né per la trama in sé, né per la coppia, né per gli altri personaggi. In poche parole una situazione di stallo, senza vie di uscita.
Avrei voluto vedere approfondite le tematiche legate alle divergenze tra i due e non vederle accantonate dalle scene di sesso selvaggio (che non ho disprezzato per carità).

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Pensavo che Alexander Hunt non si stupisse di niente.

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Le ambientazioni e le atmosfere estremamente eleganti dell’aristocrazia inglese sono le uniche cose a restare costanti e a creare un collegamento fra i due libri.

Il finale, ovviamente in sospeso, come nel libro precedente,  avviene nel momento in cui la storia aveva ricominciato a correre nella giusta direzione.

Il tutto si fa intrigante e pieno di promesse, mi ha fatto pensare che forse… sottolineo forse… nell’ultimo romanzo troverò le risposte e le emozioni che erano scaturite dalla lettura del primo volume.

A presto,
Mik.

3 cuori - Copy

 

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