Blogtour: In harmony-Emma Scott

In Harmony Blog Tour Banner

IN HARMONY è il nuovo romanzo di Emma Scott uscito lo scorso 13 Febbraio in lingua inglese. La Scott è ancora inedita in italia, ma sarà presente al RARE ROMA 2018, quindi speriamo che prima dell’evento le sue opere saranno tradotte anche in italiano.

Potete trovare la recensione in anteprima di IN HARMONY sul nostro blog:
https://romancebook2016.wordpress.com/2018/02/14/in-harmony-emma-scott/

Oggi nel blogtour vi faremo leggere un bellissimo ed emozionante estratto tratto dal romanzo, ovviamente tradotto in italiano dal Team!

**ESTRATTO**

“Non sono così interessata a stare con qualcuno in questo momento”, disse Willow con una cadenza nervosa nelle sue parole. “Non per un po’, comunque.”
Sentii un sussurro nella brezza, o mai più. Una durezza nei suoi occhi suggeriva che aveva perso qualcosa e si era quasi arresa nel provare a cercarlo.
Non si è arresa, pensai con una fiera ammirazione che cresceva in me. È per questo che sta facendo la rappresentazione teatrale. Per trovarlo di nuovo.
In quel momento, mi ero ripromesso di tagliare fuori tutte le stronzate egoistiche e la gelosia nei confronti di Justin. Il ballo era fuori portata ora comunque. Anche se avessi voluto non potevo chiederle di venirci con me. Cosa che non volevo. Il mio compito era quello di aiutarla a trovare quello che stava cercando in Amleto, comunque avessi potuto. Anche se avrebbe intaccato il mio desiderio di andarmene da Harmony.
Willow si schermò gli occhi dal sole e li socchiuse verso di me. “E che mi dici di te?”
“Che ti dico di me?”
“Ti piace qualcuno?” chiese, la sua voce di mezzo tono più alta del normale. Rise. “Questa è proprio una domanda da liceali.”
“No”, dissi. “Se tutto va secondo i piani, lascerò Harmony, ricordi? Sarebbe stupido iniziare qualcosa adesso.”
“Certo. Ha senso.”
Cadde il silenzio.
“Già, quindi probabilmente non andrò al ballo”, disse Willow. “Non mi piacciono più le situazioni di quel tipo.”
“Quali situazioni?”
Scosse la testa. “Come non detto. Dovrei andare.”
Willow iniziò a scendere giù dal blocco. Le tesi la mano per aiutarla. Esitò per una frazione di secondo e poi la prese. Le tesi l’altra mano e prese anche quella. La tenni saldamente mentre saltava giù e ci ritrovammo faccia a faccia. Abbastanza vicini da riuscire a vedere che i suoi pallidi occhi blu avevano dei frammenti di azzurro più chiari all’interno, come un topazio. Abbastanza vicini da sentire la dolcezza del suo respiro – caffè con una lieve traccia di zucchero. Abbastanza vicini da ballare se l’avessimo voluto.
“Grazie”, disse Willow, alzando lo sguardo verso di me.
“Certo”, dissi.
Tenevo ancora le sue mani. Lei non le aveva ritirate.
“Quindi”, sospirò,senza muoversi.
“Già.”
Abbassai lo sguardo sulle nostre mani. Non avevo toccato qualcosa di tanto soffice e perfetto da una vita. La manica del suo cappotto si alzò e scorsi un segno nero nell’interno del suo avambraccio, vicino al polso. Willow trattenne il fiato mentre le giravo la mano. Una X, all’incirca grande come una monetina, in contrasto con la sua pelle pallida.
Si ritrasse in fretta. “Devo davvero andare.”
Ogni istinto dentro di me urlava di prenderle di nuovo la mano, chiederle cosa significasse quella X. Di leccarmi il pollice e cancellarla dalla sua pelle. Non sapevo cosa significasse ma solo vederla mi aveva fatto sentire lo stomaco pesante.
“Willow…”
“Quando mi annoio scarabocchio. Te l’ho detto.” La sua voce era ferma ma il suo sorriso vacillò. “Andiamo.”
Camminammo in silenzio lungo la poca distanza che ci separava dal centro. Tornati davanti al teatro, Willow si mise la borsa in spalla e si guardò attorno. “Grazie per oggi. Credo che Martin sarà contento dei nostri progressi.”
“Lo credo anch’io.”
Dio, se lo sarà, pensai.
“Quindi, immagino ci vedremo lunedì?” disse.
“Hai un passaggio verso casa?”
“Oh, uh…” Non aveva ancora incrociato i miei occhi. “Pensavo di camminare.”
“Fino ad Emerson Hills?” dissi “Sono circa tre chilometri e farà buio presto.”
Alzò le sopracciglia. “Non mi è permesso camminare se è buio?”
“Ti è permesso”, dissi, “ma non voglio che tu lo faccia.”

 

 

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...