Contemporary Romance

CAPITOLO 1:Maybe Now-Colleen Hoover

PROLOGO

**Capitolo 1 (SYDNEY)**

Non appena apro gli occhi, mi giro immediatamente trovando l’altra metà del mio letto vuota. Prendo il cuscino dove ha dormito Ridge e lo premo sul mio viso. Profuma ancora di lui.

Non era un sogno, grazie a Dio.

Ancora non riesco a credere a ieri sera. Il concerto che ha orchestrato con Brennan e Warren. Le canzoni che ha scritto per me. Il fatto che fossimo finalmente riusciti a dirci quello che provavamo senza che il rimorso fosse attaccato a quei sentimenti.

Forse è da lì che arriva questo nuovo senso di pace – l’assenza di tutto il senso di colpa che ho sempre sentito in sua presenza. Era stata dura innamorarsi di qualcuno che era destinato a qualcun’altra. Era stato ancora più difficile provare a fermarlo prima che succedesse.

Scendo giù dal letto e ispeziono la stanza. La maglietta di Ridge giace ancora vicino alla mia sul pavimento, quindi significa che lui è ancora qui. Sono un po’ nervosa al pensiero di uscire dalla stanza e vederlo. Non so perchè. Forse perchè ora è il mio ragazzo e ho avuto a malapena 12 ore di tempo per adeguarmici. È così… ufficiale. Non ho idea di come sarà. Di come saranno le nostre vite insieme. Ma è un nervosismo eccitato.

Mi chino e prendo la sua maglietta, poi me la metto addosso. Faccio una deviazione verso il bagno per lavarmi i denti e la faccia. Considero se sistemarmi i capelli prima di entrare in cucina, ma Ridge mi ha vista in condizioni peggiori di questa. Eravamo compagni di stanza. Mi ha vista in condizioni decisamente peggiori di questa.

Quando apro la porta che dà sulla sala da pranzo, lui è lì, seduto a tavola con un bloc notes e il mio portatile. Mi appoggio allo stipite e lo guardo per un po’. Non sono sicura di come la pensi lui, ma io amo il fatto di poterlo guardare sfacciatamente senza che mi abbia sentita entrare nella stanza.

Ad un certo punto si porta una mano tra i capelli frustrato e posso dire dalla rigidezza delle sue spalle che è stressato. Cose di lavoro, presumo.

Alla fine si accorge di me e il fatto che vedermi sulla porta sembri alleggerire completamente lo stress, cancella in un istante tutto il mio nervosismo. Mi fissa per un attimo e poi molla la penna sul bloc notes. Sorride e sposta la sedia all’indietro per alzarsi, poi cammina attraverso la cucina. Quando mi raggiunge, mi prende e mi tira verso di sè, premendo le labbra a lato della mia testa.

“Buongiorno”, dice, scostandosi.

Non mi stancherò mai di sentirlo parlare. Gli sorrido e gli faccio il segno, “Buongiorno.”

Guarda le mie mani e poi di nuovo me. “Questo è dannatamente sexy.”

Il mio sorriso si allarga. “Tu che parli è dannatamente sexy.”

Mi bacia, poi si ritrae e torna al tavolo. Prende il suo telefono e mi manda un messaggio.

Ridge: Ho un sacco di lavoro con cui mettermi in pari oggi e mi serve davvero il mio computer. Torno al mio appartamento così puoi prepararti per andare al lavoro. Vuoi che venga qui stasera?

Sydney: Passo da casa tua per tornare a casa dal lavoro. Mi fermerò direttamente quando finisco.

Ridge annuisce e prende il bloc notes su cui stava scrivendo. Chiude il mio portatile e torna da me. Avvolge le braccia attorno alla mia vita e mi avvicina a lui, premendo la bocca sulla mia. Ricambio il bacio e non ci fermiamo, neanche quando lo sento buttare il blocchetto sul bancone. Mi solleva con entrambe le braccia e qualche secondo dopo, stiamo attraversando la sala da pranzo e lui mi sta facendo sdraiare sul divano e poi è su di me e io sono quasi sicura che questa settimana verrò licenziata. Non esiste che gli dica che sono già in ritardo al lavoro quando preferirei venire licenziata che smettere di baciarlo.

Sto facendo la drammatica. Non voglio essere licenziata. Ma ho aspettato così tanto per questo e non voglio che lui se ne vada. Inizio a contare fino a dieci, promettendo a me stessa che smetterò di baciarlo e inizierò a prepararmi per il lavoro quando arriverò a dieci. Ma arrivo a venticinque prima di premere finalmente le mani sul suo petto.

Lui si scosta, sorridendomi. “Lo so”, dice. “Lavoro.”

Annuisco e faccio del mio meglio per fargli i segni di ciò che sto dicendo. So che non lo sto facendo nel modo giusto, ma semplicemente mimo le parole che ancora non conosco. “Avresti dovuto scegliere questo weekend per farmi cadere ai tuoi piedi anzichè una serata lavorativa.”

Ridge sorride. “Non potevo aspettare così tanto.” Mi bacia sul collo e poi inizia a rotolare via da me per farmi alzare, ma poi si ferma e mi guarda riconoscente per un momento.

“Syd”, dice, “Come ti… senti…” si ferma, poi prende il suo cellulare. Abbiamo ancora un enorme blocco comunicativo dove lui non si sente completamente a proprio agio a fare conversazione ad alta voce e io non conosco abbastanza la lingua dei segni per poter avere un’intera conversazione ad un ritmo decente. Sono certa che non appena miglioreremo entrambi, messaggiare rimarrà comunque la nostra primaria forma di comunicazione. Lo guardo digitare per un attimo e poi il mio telefono squilla.

Ridge: Come ti senti ora che stiamo finalmente insieme?

Sydney: Incredibile. Tu come ti senti?

Ridge: Incredibile. E… libero? È quella la parola che sto cercando?

Sto ancora leggendo e rileggendo il suo messaggio quando inizia immediatamente a scriverne un altro. Sta scuotendo la testa, come se non volesse che interpretassi il messaggio precedente in maniera sbagliata.

Ridge: Non intendo libero nel senso che non lo eravamo prima che ci ritrovassimo la scorsa notte. O che mi sentivo costretto quando stavo con Maggie. È solo…

Si ferma per un momento, ma gli rispondo prima che possa replicare, perchè sono abbastanza sicura di sapere quello che sta cercando di dirmi.

Sydney: Hai vissuto la vita per gli altri fin da quando eri piccolo. E scegliere di stare con me è stata quasi una scelta egoistica. Non fai mai cose per te stesso. Qualche volta mettere te stesso per primo può essere liberatorio.

Legge il mio messaggio e non appena i suoi occhi incontrano i miei, posso vedere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Ridge: Esattamente. Stare con te è la prima decisione che ho preso semplicemente perchè lo volevo. Non lo so, immagino che non dovrei sentirmi così bene per questo. Ma è così. Mi fa sentire bene.

Anche se sta dicendo tutto questo come se fosse sollevato di aver fatto una scelta egoistica, c’è ancora una ruga tra le sue sopracciglia aggrottate, come se i suoi sentimenti fossero accompagnati dal senso di colpa. Alzo una mano e gliela distendo, poi gli prendo il viso. “Non sentirti in colpa. Tutti vogliono che tu sia felice, Ridge. Soprattutto Maggie.”

Annuisce appena, poi bacia l’interno del mio palmo. “Ti amo.”

Ha detto quelle parole numerose volte la notte scorsa, ma sentirle di nuovo stamattina mi fa ancora sentire come se le stesse dicendo per la prima volta. Sorrido e tolgo la mano dalla sua così posso fargli i segni, “Ti amo anch’io.”

Tutto questo sembra così surreale. Lui che è davvero qui con me dopo così tanti mesi a sperare che potesse essere così. E ha ragione. Era così soffocante dover stare lontana da lui, e ora che è qui, è tutto così liberatorio. E lo so che non sta dicendo tutto questo perchè pensava che la sua vita con Maggie fosse in qualche modo qualcosa che non voleva. La amava. La ama. Quello che sta provando è il risultato dell’aver passato la vita a prendere decisioni che andavano bene per gli altri ma non per lui. E non credo rimpianga niente di tutto quello. È semplicemente quello che è. E anche se sono stata per lui una decisione egoistica, so che è ancora la stessa persona altruista che è sempre stato, quindi dev’esserci del rimorso residuo in lui. Ma le persone hanno bisogno di mettere se stessi per primi, alcune volte. Se non stai vivendo la miglior vita per te stesso, non puoi essere il miglior te stesso per le persone nella tua vita.

“Cosa stai pensando?” mi chiede, spostandomi i capelli all’indietro.

Scuoto la testa. “Niente. Solo…” Non so come fargli i segni di ciò che vorrei dire, quindi prendo di nuovo il telefono.

Sydney: È tutto così surreale. Sto ancora cercando di assimilarlo. La scorsa notte è stata totalmente inaspettata. Stavo iniziando a convincermi che eri arrivato ad un punto in cui non pensavi potessimo stare insieme.

Gli occhi di Ridge bucano i miei e ride un po’, come se il mio messaggio fosse completamente assurdo. Poi si china e mi dà il più soffice, dolce dei baci prima di rispondere.

Ridge: Per tre mesi non sono stato in grado di dormire. Warren mi sforzava a mangiare perchè ero ansioso tutto il tempo. Ho pensato a te ogni minuto di ogni giorno, ma ho mantenuto le distanze perchè tu mi avevi detto che dovevamo stare separati per un po’. E anche se mi uccideva, so che avevi ragione. Visto che ancora non potevo stare con te, mi sono sforzato a scrivere della musica su di te.

Sydney: Ci sono canzoni che non ho sentito che ieri sera non hai suonato?

Ridge: Ho suonato tutte le mie nuove canzoni per te ieri sera. Ma stavo lavorando su un’altra. Sono stato bloccato perchè il testo non sembrava adatto. Ma ieri notte dopo che ti sei addormentata, le parole hanno iniziato a scorrere come acqua. Le ho trascritte e mandate a Brennan non appena le avevo trascritte sul foglio.

Ha scritto un’intera canzone dopo che ieri notte mi sono addormentata? Socchiudo gli occhi e rispondo.

Sydney: Hai almeno dormito?

Fa spallucce. “Farò un pisolino più tardi”, dice, passando il pollice sul mio labbro inferiore. “Controlla la tua mail oggi”, dice mentre si china per darmi un altro bacio.

Adoro quando Brennan fa dei bruschi tagli alle canzoni che Ridge scrive. Penso che non mi stancherò mai di stare con un musicista.

Ridge si alza dal divano e poi mi tira sù con lui. “Me ne vado così puoi prepararti per il lavoro.”

Annuisco e gli dò un bacio per salutarlo, ma quando provo ad andare in camera mia, lui non molla la presa sulla mia mano. Mi giro e lui mi sta guardando con aspettativa.

“Cosa?”

Indica la maglietta che indosso. La sua maglietta. “Mi serve quella.”

Abbasso gli occhi sulla t-shirt e rido. Poi la tolgo – lentamente – e gliela consegno. Mi sta guardando dall’alto in basso mentre prende la sua maglia e se la infila da sopra la testa. “A che ora hai detto che passerai stasera?” Sta ancora fissando il mio petto quando mi fa questa domanda, completamente incapace di guardarmi negli occhi.

Rido e lo spingo verso la porta. Lui la apre e sguscia fuori dal mio appartamento, ma non prima di avermi rubato un altro bacio veloce. Chiudo la porta dietro di lui e realizzo per la prima volta da quando me ne sono andata dal mio vecchio appartamento, che finalmente non mi sento più piena di rancore per il caos che Hunter e Tori hanno causato.

Sono assolutamente, senza alcun dubbio, così grata per Hunter e Tori. Rivivrei un altro milione di volte il dolore della storia Hunter/Tori se Ridge fosse sempre il risultato finale.

***

Qualche ora più tardi, ricevo una mail da Brennan. Sgattaiolo nel bagno a lavoro con in mano il cellulare e apro la mail che ha come oggetto “Set me free (liberami)”. Mi appoggio contro il muro, premo play sul telefono e chiudo gli occhi.

“Liberami”

Sono andato in giro

Mi sono sdraiato

Sono stato sottoterra con il diavolo

Tu mi hai salvato come una nave nel mare

Dicendomi seguimi nella luce ora

 

Così eccoci qui

Un po’ di più

Qualcosa che stavo aspettando

Eccoci qui

Un po’ di più

 

Mi hai liberato

Scosso via la polvere da me

Chiuso bene ma hai trovato la chiave

E ora vedo

Non c’è altro posto in cui vorrei essere

Tu hai me e io ho te

Mi hai liberato

 

Difficile sapere il prezzo di tutto ciò

Ma quando hai perso qualcosa

Poi sai che c’è un prezzo da pagare

Penso che forse sei nata per

Essere il mio arrivo quando

Non riuscivo a mantenere la calma

 

Così eccoci qui

Un po’ di più

Qualcosa che stavo aspettando

Eccoci qui

Ancora un po’

 

Mi hai liberato

Scosso via la polvere da me

Chiuso bene ma hai trovato la chiave

E ora vedo

Non c’è altro posto in cui vorrei essere

Io ho te e tu hai me

Mi hai liberato

 

Ero seduto in basso

Non sapevo dove andare

Pensavo che il fondo fosse il soffitto

Nessun rimedio per guarire

Un Ave Maria ad un peccato

Un nuovo inizio ad una fine

 

Mi hai liberato

Scosso via la polvere da me

Chiuso bene ma hai trovato la chiave

E ora vedo

Non c’è altro posto in cui vorrei essere

Io ho te e tu hai me

Mi hai liberato

 

Resto completamente in silenzio quando la canzone finisce. Le lacrime mi scorrono sulle guance e non è nemmeno una canzone triste. Ma il significato dietro le parole che Ridge ha scritto dopo essersi addormentato accanto a me la scorsa notte, significano per me molto più di tutti gli altri testi che abbia mai scritto. E anche se ho capito cosa stava dicendo stamattina quando ha detto che si sente libero per la prima volta, non avevo realizzato quanto mi ero identificata in quello che stava provando.

Anche tu mi hai liberata, Ridge.

Mi tolgo gli auricolari, anche se vorrei mettere la canzone a ripetizione e ascoltarla per tutto il giorno. Mentre esco dal bagno, mi ritrovo a canticchiare la canzone ad alta voce nell’atrio vuoto con un ridicolo sorriso in faccia.

“Non c’è altro posto in cui vorrei essere. Io ho te e tu hai me…”

***

Link della canzone: https://itunes.apple.com/au/album/set-me-free/1022018099?i=1022018683

Link al video di Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=Lc9ohCJNYOw

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...