CAPITOLO 7: Maybe Now-Colleen Hoover

PROLOGO

**CAPITOLO 7 (RIDGE)**

Sydney apre la porta della mia camera. Sono seduto alla mia scrivania a finire un sito web per un cliente quando lei va dritta al mio letto e si lascia cadere a faccia in giù sul materasso.

Giornata dura, presumo.

Probabilmente è colpa mia perchè sono rimasto ancora una volta a casa sua la scorsa notte. Forse dovrei darle una notte per recuperare il sonno. Al di fuori del lavoro, siamo stati insieme senza sosta da martedì. Lo so che è solo venerdì, ma siamo stanchi di stare insieme. Nel miglior modo possibile.

Mi assicurerò che questa sera sia un po’ più rilassante rispetto ai giorni passati insieme.
Possiamo mettere da parte “Netflix and chill” (letteralmente: trovarsi a casa dell’uno o dell’altra per fare sesso) e guardare davvero solo serie tv per tutta la notte.
Poi domani la lascerò dormire fino a quando vorrà. Che diamine, probabilmente dormirò anche io fino a tardi con lei.

Cammino verso il letto e mi sdraio vicino a lei. Le scosto i capelli dal viso e lei apre gli occhi e mi sorride, nonostante sembri esausta.

“Brutta giornata?” le chiedo.

Scuote la testa e si gira sulla schiena. Solleva la mano per farmi i segni, ma qualsiasi cosa voglia dire, non sa come segnarla. “Esami di metà semestre”, dice alla fine.

Piego la testa “Esame di metà semestre?”

Annuisce.

“Hai gli esami di metà semestre? Questa settimana?”

Annuisce ancora.

Ora mi sento uno stronzo. Prendo il mio telefono e le scrivo un messaggio.

Ridge: Perchè non me lo hai detto? Non sarei rimasto nel tuo appartamento.

Sydney: I miei erano lunedi e martedì, quindi non preoccuparti. Il tuo tempismo ‪martedì sera‬ è stato impeccabile. È solo che lavoro alla libreria ed è da pazzi durante gli esami di metà semestre. Gli studenti sono pazzi. I professori sono pazzi. Sono così felice che sia venerdì.

Ridge: Anche io. Questa sera non faremo altro se non guardare la televisione. Devo scoprire se Ned viene veramente decapitato.

Sydney: Chi?

Cazzo. Warren mi sta fregando. Non voglio che lei sappia che le ho appena spoilerato la prima stagione di Game Of Thrones.

Ridge: Niente. Stavo parlando di The Walking Dead.

Sydney fissa il suo telefono per un secondo, confusa.

Sydney: Non me lo ricordo in The Walking Dead.

Lei guarda The Walking Dead. Fantastico. Ora improvvisamente voglio fare sesso con lei e le ho già detto che stasera avremmo poltrito.

L’attenzione di Sydney si sposta da me alla porta d’entrata. “Qualcuno sta bussando”, mi segna.

Mi stacco da lei e vado in salotto. Guardo attraverso lo spioncino e vedo una ragazza con l’uniforme della FedEx. Apro la porta e lei mi allunga un pacco. Firmo e quando chiudo la porta e mi avvicino al bancone, Sydney entra in cucina. Leggo l’etichetta e vedo che il pacco è indirizzato a me, ma non c’è nessun indirizzo di ritorno.

Sydney si china su di me e mi chiede, segnando, “Hai ricevuto un regalo?”

Alzo le spalle. Non stavo aspettando niente che riesca a ricordare. Apro il pacco e trovo all’interno un altro pacco. Un tubo portaposter. Conoscendo Warren, mi avrà inviato un rotolo di carta igienica con la sua faccia dappertutto. Faccio per mettere via il tubo, ma noto che Sydney mi cammina intorno, dirigendosi verso il soggiorno. Quando alzo lo sguardo su di lei, tiene in mano il telefono, puntando la videocamera verso di me.

“Mi stai registrando?”

Annuisce e mi regala un dolce sorriso. “Il regalo è da parte mia”

“Mi hai comprato qualcosa?”

Il suo sorriso timido è così dannatamente adorabile. Ogni volta che penso di essere troppo esausto anche solo a pensare di prenderla in braccio e gettarla sul mio letto, lei fa qualcosa che mi rinvigorisce completamente e mi fa sentire come se potessi correre una maratona.

Guardo in basso il tubo sentendomi male per il fatto che mi abbia comprato un regalo. Io faccio schifo a fare i regali. Cazzo, cosa succede se lei è il tipo che fa i regali più belli ed è costretta ad avere me come ragazzo. Il ragazzo che una volta ha comprato al suo fratellino di nove anni un criceto per Natale, ma che non aveva realizzato che era morto nella scatola. Brennan lo aprì e pianse per l’intera giornata.

Ed ora esco con una ragazza che mi ha spedito un regalo premuroso per posta che è dannatamente difficile da aprire.

Una nuvola improvvisa di polvere esplode dal contenitore e mi colpisce in faccia. Accade così velocemente, che non sono riuscito neanche a chiudere la bocca. Faccio un passo indietro da qualsiasi cazzo di cosa ci sia nel contenitore e inizio a sputare.
Cosa cazzo è appena successo?

Vado verso il lavandino e strofino le mani sotto l’acqua, poi mi bagno il viso.
Quando le guardo, stanno brillando come un dannato unicorno.

Brillantini. Ovunque.

Sulle mie braccia, sulla maglia, sulle mani, sul bancone. In bocca. Guardo verso Sydney e lei è piegata sul pavimento in preda alle risate. Ha le lacrime agli occhi, per quanto sta ridendo.

Mi ha bombardato di brillantini.

Wow. Immagino che la nostra guerra di scherzi sia ricominciata.

Mi lavo la bocca e poi con tranquillità mi avvicino al bancone dove l’esplosione è cominciata. Prendo una manciata di brillantini con la mano e poi mi avvicino a lei. La sua risata non è diminuita per niente. Penso che stia ridendo ancora più forte ora che mi vede così vicino.

Ho letto la parola squittire prima d’ora e so che è un modo di ridere, ma non ho per niente idea di che suono abbia. Ma non appena allungo la mano e faccio cadere i brillantini ovunque su di lei, sono quasi sicuro che è questo che sta facendo, squittire.

Si afferra lo stomaco e cade all’indietro sulla schiena. Una lacrima le cade sulla guancia.

Mio Dio. Darei qualsiasi cosa per essere capace di sentirla in questo momento. Ho passato così tanto tempo a pensare a che suono avessero la sua voce, la sua risata, i suoi sospiri, ma non c’è abbastanza immaginazione in una persona che si avvicini mai a quello che so probabilmente essere.

Vede lo sguardo sul mio viso e smette immediatamente di ridere. Aggrotta le sopracciglia quando mi segna, “Sei arrabbiato?”

Sorrido e scuoto leggermente la testa. “No. Vorrei solo poterti sentire in questo momento.”

La sua espressione si rilassa un poco. Si rattrista, addirittura.
Si tira il labbro inferiore per un secondo mentre mi fissa. Poi allunga la mano e prende le mie, tirandole. Mi abbasso sul pavimento facendo scivolare il mio ginocchio tra le sue gambe.

Potrò non sentirla come desidero davvero, ma posso annusarla, assaggiarla e amarla. Faccio scorrere il naso sulla sua mandibola finchè le mie labbra non trovano le sue. Quando porto le mie labbra sulle sue, la sua lingua scivola nella mia bocca, morbida e invitante. Ricambio l’azione, cercando nella sua bocca i resti di quella risata.

È un’incredibile comunicatrice quando si tratta di baciare. I suoi baci alcune volte mi dicono molto più di qualsiasi cosa potrà mai segnare, scrivere o dire. Motivo per cui so riconoscere immediatamente quando è distratta da un rumore. Lei lo sente per me e poi io sento la sua reazione e semplicemente lo capisco. Mi tiro indietro a guardo in basso su di lei, proprio quando la sua attenzione si sposta sulla porta del bagno di Warren e Bridgette. Alzo gli occhi e vedo Bridgette uscire dal bagno. Si ferma e ci guarda, distesi insieme sul pavimento del salotto, coperti di brillantini.

E poi fa l’impensabile.

Bridgette sorride.

Poi ci oltrepassa e se ne va. Quando lascia l’appartamento, guardo in basso su Sydney, chiedendomi se anche lei è sotto shock come lo sono io per questo scambio. Ha gli occhi spalancati quando mi guarda. Inizia nuovamente a ridere. Premo velocemente l’orecchio sul suo petto, aspettando di sentirlo, ma la sua risata svanisce troppo in fretta. Porto la mano sulla sua vita e comincio a farle il solletico. Sento che inizia a ridere di nuovo, quindi continuo a farle il solletico perchè è il modo più facile che ho per sentire la sua risata.

Il suo telefono è accanto a me sul pavimento, quindi quando si accende, naturalmente lo guardo. Smetto di farle il solletico quando vedo il nome e il messaggio che appare sullo schermo.

Hunter: Grazie, Syd. Sei la migliore.

Lei non ha notato il telefono. Sta ancora ridendo e cercando di allontanarsi da me, quindi mi metto seduto sulle ginocchia e lo prendo. Glielo consegno mentre mi alzo per andarmene. Cerco di sopprimere la rabbia mentre afferro uno strofinaccio e pulisco i brillantini da sopra il bancone. La guardo per vedere la sua reazione, ma sta seduta a gambe incrociate ora, a rispondere a quel cazzo di messaggio.

Perchè sta parlando con lui?

Perchè sembra che miracolosamente ora siano in buoni rapporti?

Grazie, Syd? Perchè la chiama Syd, come se avesse tutto il diritto di essere così disinvolto con lei dopo quello che le ha fatto? E perchè lei è seduta così tranquilla come se fosse tutto apposto? Prendo il mio telefono.

Ridge: Fammi sapere quando hai finito di messaggiare con il tuo ex. Sarò nella doccia.

Non la guardo mentre mi dirigo nella mia stanza e poi in bagno. Apro la tenda della doccia e poi apro l’acqua e infine mi tolgo la maglia. Lo giuro, vorrei solo emettere dei rumori forti. Non mi succede molto spesso di sentirne il bisogno, ma in situazioni come questa, probabilmente mi sentirei meglio se potessi lamentarmi così da poter sentire la frustrazione lasciare il mio corpo. Invece, getto la maglia contro il muro e mi slaccio i pantaloni senza nessun posto per i miei rumori dove poter andare.

Quando la porta del bagno si apre, mi pento di non averla chiusa perchè ho bisogno di un minuto. O due o tre. La guardo e Sydney è appoggiata allo stipite con un sopracciglio inarcato, “Davvero?”

La fisso con impazienza. Cosa vuole che dica? Si aspetta che sia d’accordo con questo? Si aspetta che sorrida e le chieda come sta Hunter?

Sydney mi consegna il telefono e scorre verso l’alto sui suoi messaggi con Hunter così che io possa leggerli. Non ho alcun desiderio di farlo, ma lei usa entrambe le sue mani per forzare le mie intorno al suo telefono e poi mi fa cenno di leggerli. Guardo in basso la sfilza di messaggi.

Hunter: Lo so che non vuoi parlare con me. Non ti incolpo per essere andata via la scorsa notte. E credimi, ti lascerei in pace, ma ti avevo dato il mio piano finanziario da dare a tuo padre per guardarlo durante la riunione per la fusione della nostra compagnia lo scorso anno.
E’ quasi Aprile e ne ho bisogno per le tasse. Ho chiamato il suo ufficio e mi hanno detto che loro li hanno rimandati indietro a te alcuni mesi fa.

Sydney: Sono nell’appartamento di Tori, nella mia vecchia stanza. Guarda nel raccoglitore rosso in cima all’armadio.

Hunter: Trovati!

Hunter: Grazie, Syd. Sei la migliore.

Sydney: Puoi cancellare il mio numero adesso?

Hunter: Fatto.

Mi appoggio al lavandino e mi strofino una mano sulla faccia. Le consegno il suo cellulare e vedo che subito comincia a scrivermi un messaggio. Guardo in basso sul mio telefono.

Sydney: Capisco che la mia situazione con Hunter sia differente rispetto alla tua situazione con Maggie, ma io sono stata estremamente accondiscendente all’amicizia che hai voluto mantenere, Ridge. ESTREMAMENTE ACCONDISCENDENTE. Ma tu sei stato un ipocrita in questo momento. E’ davvero sconveniente.

Rilascio un sospiro di sollievo misto a rimpianto. Ha assolutamente ragione. Sono stato ipocrita.

Ridge: Hai ragione. Mi dispiace.

Sydney: Lo so di aver ragione. E un piccolo “scusa” non mi fa essere meno arrabbiata con te.

La guardo e deglutisco perchè non la vedevo così arrabbiata da molto tempo. L’ho vista sconvolta e frustrata, ma non penso di averla mai vista così arrabbiata da quando si era svegliata nel mio letto e scoprì che avevo una ragazza.

Perchè ho dovuto reagire in quel modo? Ha ragione. Non è stata altro che paziente con me e la prima volta che ho l’opportunità di dimostrarle la stessa fiducia e pazienza, esco dalla stanza in uno scatto d’ira.

Ridge: Ero geloso e nel torto. Nel torto al 100%. In verità, così tanto nel torto che penso di aver superato la soglia del 100%. Ho torto al 101%. Ho stabilito un nuovo record nell’essere in torto.

La guardo e sono grato di poter leggere i suoi segnali non verbali così bene. Nonostante stia cercando di nasconderlo, posso vedere che si è rilassata un po’ dopo quel messaggio. Quindi gliene mando un altro. Scriverò messaggi tutta la notte se servirà a sbarazzarmi di questa tensione che ho creato.

Ridge: Ricordi quando ci dicevamo i nostri difetti così da poter combattere l’attrazione che provavamo?

Annuisce.

Ridge: Uno dei miei difetti è quello di non aver mai saputo di avere una vena di gelosia fino a quando non sono stato geloso di te.

Non sorride, ma si appoggia al bancone accanto a me. Le nostre spalle si toccano, è una cosa così impercettibile, ma che vuol dire così tanto in questo momento.

Sydney: Il mio difetto è quello di perdonarti troppo velocemente e di non riuscire a restare arrabbiata.

Lei potrà credere che questo sia un difetto, ma non potrei essere più riconoscente per questo suo lato. Specialmente ora. Alza gli occhi e si stringe nelle spalle, e so che lo ha già superato. Le do un veloce bacio sulla fronte.

Ridge: Il mio difetto è essere coperto di brillantini. Alcuni sono finiti persino…

Spingo i miei jeans sul pavimento, “Proprio qui”, dico.

Lei inizia a ridere, e io sorrido perchè che si fotta Hunter. Ho assolutamente la miglior ragazza che abbia mai messo piede su questa terra.

Sydney: Il mio difetto è quello di aver già dimenticato per cosa stavamo litigando perchè sei veramente dolce quando risplendi.

Ridge: Stiamo litigando perchè tu sei troppo perfetta e io non ti merito.

Sydney alza gli occhi al cielo e poi mette giù il telefono. Mi raddrizzo e poso il mio telefono sopra il suo, spingendoli entrambi sul bancone. Mi sposto di fronte a lei e lei afferra il bancone a lato dei suoi fianchi, mi guarda con i brillantini sulle ciglia e nei capelli. Una ragazza così bella. Dentro e fuori. Abbasso la mia bocca sulla sua mentre porto la mano sul davanti dei suoi jeans. Tiro giù la zip e glieli sbottono e continuo a baciarla mentre la spoglio.

La porto nella doccia con me e per la prossima mezz’ora, mi scuso abbondantemente usando la bocca.

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