Contemporary Romance

ESTRATTO IN ANTEPRIMA: Dirty Headlines – L.J. Shen

DIRTY HEADLINES, il nuovo sexy romanzo standalone dell’autrice L.J. Shen (ancora inedita in Italia, ma che dovrebbe arrivare nel 2019), uscirà in lingua inglese il prossimo 7 Settembre.

Oggi vogliamo presentarvi un estratto in anteprima, tradotto come sempre da noi del Team.

Siete pronti a conoscere Cèlian e Jude?

Cèlian Laurent.

Principe di Manhattan.

Noto playboy.

Erede di un impero mediatico.

…E il mio nuovo capo.

Avrei potuto impressionarlo, se non fosse stato per l’indimenticabile avventura di una notte del mese scorso.

L’ho lasciato con molto più di orgasmi e un bel ricordo – nello specifico, il suo portafoglio.

Ora mi sta guardando come se fossi lo sporco sotto i suoi mocassini italiani, e io dovrei accettarlo.

Ma il fatto di essere Judith “Jude” Humphry è che non ho niente da perdere.

Ragazza di Brooklyn.

Famigeratamente eccentrica.

Erede di una pila di spese mediche e un divano a brandelli.

Quando lui mi guarda attraverso la stanza, vedo il bagliore nei suoi occhi, e questo ci rende rivali.

Lui lo sa.

E anch’io.

Ogni giorno in redazione è una battaglia.

Ogni notte nel suo letto, guerra.

Ma c’è il mio cuore in ballo, e ho paura che alzerò bandiera bianca.

*** ESTRATTO ***

Aveva un accento Americano. Non Francese.

Americano. Liscio. Familiare. Ordinario. Sparava frasi alla velocità della luce. L’avevo sentito, ma non potevo ascoltare. Lo shock afferrò il mio corpo in una morsa mentre i pezzi del puzzle andavano al loro posto. La mia sporca avventura di una notte era il mio capo. Il mio bugiardo capo Americano. E ora dovevo farci i conti- per un tempo molto lungo, speravo, perchè avevo disperatamente bisogno di questo lavoro.

Qualcuno schioccò le dita, e il mio sguardo si spostò dal viso di Cèlian a quello di Grayson.

La sua fronte si era accartocciata in un cipiglio. “Hai la faccia di una che sta cercando di non piangere o di non avere un intenso orgasmo. Spero per te sia la seconda opzione e una qualche strana-barra-fantastica condizione. Stai bene?”

Annuii, forzando un sorriso. “Scusa. Non sta accadendo nessun orgasmo sotto questo vestito. Mi sono solo distratta per un secondo.” Bugie. Stavo per avere un orgasmo solo nel ricordare quant’era stato bello sentire Cèlian aprirmi le cosce con le sue mani grandi e callose e affondare la lingua nella mia fessura.

Poi le parole avevano smesso di scivolare giù dalle teste delle persone come una doccia bollente, e realizzai che c’era davvero qualcosa di peggio del sentire Cèlian parlare in un perfetto Inglese Americano. Ed era il non sentirlo parlare per niente. Perchè ora i ghiaccioli erano puntati su di me come una pistola carica.

Alzai gli occhi per incontrare il suo sguardo. Mi fissò esattamente per un secondo, prima che la sua attenzione si spostasse su Grayson. “Mi sono spiegato, Gregory?” chiese.

Gregory?

“Forte e chiaro, signore”, Grayson abbassò la testa, la voce che tremava.

Cèlian annuì col mento verso di me. “La tua ricerca di materiale per la ragazza copertina sta peggiorando, vedo.”

Maledetto. Bastardo.

Mi aveva riconosciuta, e lo sapevo. I suoi occhi si erano accesi, facendo sciogliere il ghiaccio e diventando più scuri nell’attimo in cui i nostri sguardi si erano incrociati. Si ricordava, e forse il fatto che fossi qui lo uccideva tanto quanto stava sotterrando me.

Rivoglio indietro il mio iPod, gli disse il mio sguardo. Avevo più di tremila canzoni su quel coso, ed erano tutte troppo belle per venire sprecate da quel coglione.

“Jude Humphry. Giovane reporter. È il suo primo giorno.” Gli fece presente Grayson, quasi in tono di supplica. Si spostò nella mia direzione, quasi come se dovesse proteggermi dal mostro dalla lingua tagliente, e vestito con un completo.

Soffocai un sorriso quando mi resi conto che avevo detto a Cèlian che il mio cognome era Spears. Beh, lui certamente non era un Timberlake. Era un Laurent. Un monarca Americano in tutto e per tutto. Un miliardario, una forza potente, e a giudicare dal nostro unico incontro- un playboy scatenato.

Quest’uomo è stato dentro di te, urlai internamente. E non solo una volta. Il suo cazzo era sepolto così a fondo dentro di te, che hai urlato. Puoi ancora sentire il sapore salato e terroso del suo sperma. Sai che ha una lentiggine sulla parte bassa della schiena. Sai che rumore fa quando si svuota dentro le donne.

Ringraziai silenziosamente la mia testa per aver rovinato pubblicamente le mie mutandine, e annuii. “Piacere di conoscerla, signore.” Gli offrii la mia mano, il viso arrossato per la scelta di parole che gli avevo rivolto.

Tutti ci stavano guardando, e c’erano almeno cinquanta persone dentro la stanza. Cèlian– se quello era davvero il suo nome- ignorò la mia mano distesa. Invece, voltò la testa verso l’uomo al suo fianco. “Mathias, qualche altra perla di saggezza?”

Mathias? Non era suo padre quello? Quanto freddo era l’uomo dagli occhi blu ghiaccio?

“Penso tu abbia toccato tutto”, disse il grande capo- e lui aveva un forte accento Francese, quindi almeno la bugia aveva un fondamento. Mathias mi fissò in modo tranquillo, come se potesse leggermi in faccia il segreto che io e suo figlio condividevamo.

Cèlian si girò verso di me, sbottonandosi i gemelli e arrotolandosi le maniche sulle braccia venose. “La contabilità può tornare alla propria spiacevole attività. L’alta sartoria è dispensata da questo incontro- ma non perdonata per l’orrido blog. Signorina Humphry?” Schioccò le dita impazientemente.

Stava già camminando verso lo stretto corridoio, sapendo che l’avrei seguito come un cagnolino, e senza dubbio provando piacere per questa cosa.

“Ho una questione in sospeso da chiarire con lei.”

Questione, erezione- non c’è differenza, giusto?

Lanciai a Grayson uno sguardo da “ti-prego-salvami-il-culo”. I suoi occhi dicevano, Lo farei, ma ho ancora tutta una vita da vivere.

Seguii Cèlian per il corridoio, le mie Chucks che sbattevano sul pavimento mentre andavo di fretta. Lui tagliò in mezzo alla folla di contabili, poi si fermò in un ufficio all’angolo, aprì la porta, abbaiò “Fuori!” all’uomo al suo interno, e piegò la testa verso di me per farmi cenno di entrare. Lo feci. Lui chiuse la porta, ed eravamo solo noi due.

Con mezzo metro di spazio vuoto tra di noi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...