Contemporary Romance

CAPITOLO 29: Maybe Now-Colleen Hoover

Magic is everywhere.

**CAPITOLO 29 (MAGGIE)**

Il mio vecchio padrone di casa mi ha mandato un messaggio stamattina e mi ha detto che aveva un po’ della mia posta, quindi ho deciso di andare a San Antonio per incontrare Jake, piuttosto che farlo guidare fino ad Austin. Gli ho mandato un messaggio dopo aver preso la mia corrispondenza per fargli sapere che non doveva venire da me per cena. Ha risposto quasi immediatamente con il suo indirizzo. Quel messaggio fu seguito da un altro che diceva: La chiave è sotto la roccia vicino alla griglia nel patio sul retro. Sarò lì tra un paio d’ore.

Questo è stato sette ore fa.

Mi ha scritto molte volte da quel momento, scusandosi ripetutamente. È stato chiamato per un intervento d’urgenza. Continuo a rassicurarlo che non ci sono problemi. Mi sono persino offerta di tornare un’altra volta, ma mi ha fatto giurare che non me ne sarei andata prima che tornasse a casa.

Quindi… nel tentativo di far sembrare sette ore nella casa di un ragazzo che non sto frequentando ufficialmente un po’ meno strane, mi sono tenuta occupata. Penso di aver sottovalutato l’onestà di Jake quando ha detto che era una persona disordinata. Perché… anche dopo un viaggio al negozio a prendere l’occorrente per fare le pulizie e cinque ore di lavoro filate… questo posto non è ancora immacolato. Ho fatto quattro carichi di biancheria, due carichi di stoviglie, ho fatto il suo letto per quella che sono sicura sia la prima volta, ho lavato entrambi i bagni e ora sto preparando la cena.

Sono venuta a casa sua preparata per passarci la notte. Non sono sicura che sia qualcosa che mi chiederà di fare, ma nel caso, ho portato i miei farmaci, un set extra di vestiti e il mio giubbotto respiratorio. Il pensiero di usarlo di fronte a lui è imbarazzante, ma evitare le mie responsabilità e finire di nuovo malata sarebbe ancora più imbarazzante.

Ho la sensazione che vorrà che rimanga la notte. I nostri messaggi hanno iniziato a farsi piccanti un paio d’ore fa. L’ultimo testo che gli ho mandato era una foto della mia mano che sfiorava il suo lavello da cucina luccicante e lui mi ha risposto: Questa è la cazzo di immagine più sexy che abbia mai visto.

Sto mettendo il formaggio sulla pizza quando sento la sua chiave nella porta d’ingresso. Quando la apre, ho questo piccolo fremito nello stomaco. È così stupido, ma lui mi piace così tanto. Aiuta il fatto che sia bello da guardare. Indossa un paio di jeans scoloriti e una camicia azzurra con una cravatta nera. E un sorriso. Cerca di guardare la sua cucina mentre si avvicina a me, ma i suoi occhi continuano a ricadere sui miei. Posso dire dal modo in cui mi sta guardando che ha aspettato questo momento tutto il giorno.

“Non indossi il camice al lavoro?” chiedo.

Lui lancia le sue chiavi sul bancone. “Sì. Quasi tutti i giorni, ma lo tengo al lavoro, ai fini della sterilizzazione.” Comincia a sciogliere il nodo della cravatta mentre mi fissa. “Dovresti trasferirti da me.”

Rido del suo umorismo impassibile e lui sorride. “No, grazie, non ho intenzione di essere la tua cameriera”. Mi giro di nuovo verso il bancone e finisco di mettere i condimenti sulla pizza.

Jake si sposta dietro di me e mi circonda con le sue braccia. Mi appoggio a lui, mi manca la sensazione di lui vicino e il suo odore. Abbassa la sua bocca sul mio orecchio. “Se tu fossi la mia cameriera, potrei pagarti in orgasmi.”

“Dopo oggi, penso che me ne devi già uno o due.”

Ride contro il mio collo. “Considerando le immacolate condizioni della mia cucina, te ne devo un bel po’.”

Butto la cipolla tritata sulla pizza e mi lavo le mani. È ancora dietro di me, le sue braccia che mi circondano. “Resti per la notte?” Sembra fiducioso.

Non voglio sembrare disperata, quindi non riesco ad ammettere che il mio cambio di vestiti sia nel mio zaino e già nella sua camera da letto. “Improvviseremo,” lo stuzzico.

Lo sento scuotere la testa e poi mi gira in modo tale che io sia di fronte a lui. “No, dico che andremo avanti e la chiuderemo ora. Resta per la notte.”

Sono troppo buona. Mi muovo intorno a lui e faccio scorrere la pizza sulla griglia del forno.

“Quanto ci vuole perchè sia pronta?”

Chiudo lo sportello del forno e mi volto e lo guardo. “Tanto quanto ci vorrebbe per ripagarmi con uno degli orgasmi che mi devi”.

Finalmente mi bacia. Poi mi solleva, mi porta nella camera da letto e mi sdraia sul suo letto perfettamente rifatto. Si guarda attorno per un momento quando realizza che ho anche pulito la sua camera da letto. Poi mi lascia sul suo letto mentre va in bagno. Quando vede anche quello pulito e immacolato, si dirige verso la lavanderia.

Alla fine ritorna verso il letto dove striscia su di me. “Maggie Carson.”

Questo è tutto ciò che dice. Solo il mio nome, con un sorriso. E poi scompare dal mio campo visivo mentre si fa strada lungo il mio corpo, verso il bottone dei miei jeans.

Mi ringrazia, e quando ha finito, abbiamo ancora cinque minuti prima che la pizza sia pronta.

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