Contemporary Romance

Recensione: A Five-Minute Life-Emma Scott

 

Thea Hughes ha cinque minuti da vivere.

Un incidente d’auto le ha portato via i genitori e l’ha lasciata con il secondo peggior caso documentato di amnesia al mondo.

Ora ha solo minuti di esperienze, di coscienza, di vita… prima che la sua memoria venga ripulita.

L’artista una volta effervescente con un futuro promettente è ridotta a scarabocchiare con penne e fogli, vivendo una vita vuota, tranquilla, trecento secondi alla volta.

Jim Whelan ha il pilota automatico.

Bimbo orfano spedito di qua e di là fin dalla nascita, ha vissuto la sua intera vita senza conoscere l’amore… e tutto ciò ha avuto un prezzo- finchè non ha imparato a reagire, portare la sua armatura, e tenere la testa bassa.

Lavorando come inserviente alla clinica Blue Ridge, immersa nella campagna della Virginia, Jim ha alzato gli occhi… e ha trovato Thea.

Quando Thea ha la possibilità di liberarsi della sua prigione di cinque minuti grazie a una rischiosa operazione chirurgica sperimentale, entrambi potrebbero trovarsi a vivere un amore epico che non credevano possibile… o uno che richiederà un sacrificio finale.

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Come vi sentireste al pensiero di vivere la vostra vita cinque minuti alla volta? A non ricordare più com’era prima di un brutto incidente stradale, che vi ha causato il secondo peggior caso di amnesia conosciuto al mondo? A non ricordare i volti delle persone amate, o di chi vi circonda, perchè una volta che si saranno presentati, trascorsi quei cinque minuti di lucidità, il vostro cervello si riazzererà per ricominciare tutto daccapo?

“Ricordati di noi… quando io non posso farlo.”

È questo ciò che succede a Thea, la protagonista del romanzo di cui vi parlo oggi in anteprima: A FIVE-MINUTE LIFE di Emma Scott, una delle autrici che più amo e apprezzo. Ancora inedita in Italia purtroppo, ma come vi avevo già accennato, verrà presto pubblicata anche qui da noi!

Thea Hughes ha una vita apparentemente perfetta: una sorella, Delia, che adora e due genitori amorevoli. Ha un talento innato per l’arte e la pittura, e una passione sfrenata per l’Egitto e la sua storia. Ma ciò che Thea non sa, è che presto tutta la sua vita cambierà.

Mentre è in auto con i genitori, diretta alla cerimonia di consegna dei diplomi della sorella, rimane vittima e unica superstite di un brutto incidente stradale, che le provocherà un’amnesia molto severa.

La sorella Delia, rimasta orfana e unica tutrice di Thea, decide di affidarla al Blue Ridge Sanitarium, un istituto per malati mentali.

Lì Thea conoscerà (a modo suo) Jim Whelan, un ragazzo di venticinque anni che inizierà a lavorare nella struttura come inserviente.

“Incontrerò Quel Ragazzo. Quello a cui non riuscirò a smettere di pensare. E quando ciò che proverò per lui si riverserà nella mia arte, saprò che è quello giusto.”

Jim è una persona molto schiva e riservata, con un passato difficile e doloroso che l’ha visto passare da una famiglia affidataria all’altra, e che da ragazzino è stato spesso vittima di bullismo da parte dei suoi coetanei per via della balbuzie. Col tempo il suo temperamento si è fatto più forte, ha iniziato a reagire e a lavorare su se stesso per riuscire a parlare senza intoppi, e ora questa balbuzie è quasi del tutto sparita, ripresentandosi solo nei momenti di nervosismo o imbarazzo.

Quando Jim vede Thea per la prima volta, non riesce a credere che ci sia qualcosa che non va in lei. Quella ragazza bellissima, bionda e con gli occhi del colore del mare in tempesta, piena di talento che riversa nei disegni dedicati all’antico Egitto, non può essere rinchiusa in un istituto come il Blue Ridge. Ma quando avrà modo di parlarci, capirà che c’è molto di più dietro quei cinque minuti di normalità che Thea vive prima che il suo cervello si resetti. Per non parlare di quelle grida d’aiuto nascoste nei suoi disegni sotto forma di catene di parole.

“Ero un uomo in procinto di morire nel deserto Egiziano di Thea, e lei era un miraggio. Un’oasi che non esisteva. E dovevo smetterla di voltare la mia anima vuota nella sua direzione.”

Jim quei disegni li conserverà, e a costo di farsi licenziare, andrà a fondo alla storia di Thea, facendo il possibile per farsi aiutare dai medici e dal personale del Blue Ridge.

Dovrà solo fare i conti con una persona che gli metterà costantemente i bastoni tra le ruote: la sorella di Thea, Delia.

Questo romanzo è stato un’avventura magnifica, una storia inusuale che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine come solo la Scott sa fare, ogni singola volta che leggo qualcosa di suo.

Il suo modo a dir poco egregio di scrivere mi ha permesso di addentrarmi nella storia e lasciarci il cuore. Inoltre ho apprezzato i capitoli a Pov alternati (anche se, per ovvie ragioni, quelli dal Pov di Jim erano più numerosi rispetto a quelli di Thea), perchè mi hanno permesso di affacciarmi in qualche modo nella mente dei personaggi e capire ciò che provavano, soprattutto Thea.

Mi sono lasciata trasportare dai sentimenti di Jim nei confronti di Thea che a mano a mano crescevano, ho provato pena per lui che avrebbe voluto con tutte le proprie forze che Thea si ricordasse di lui, che ricordasse i suoi occhi e le cose che si erano detti. Un uomo buono, davvero buono, leale, romantico ma anche forte e determinato… il classico uomo che per amore smuoverebbe anche le montagne, che aspetterebbe tutta la vita pur di avere la donna che ama finalmente accanto a sè, che non ha mai abbandonato Thea, nonostante lei nemmeno ricordasse chi fosse.

Ho davvero amato il suo personaggio, credo sia uno dei miei preferiti scritti finora dalla Scott!

“Mi aveva dato così tanto senza mai chiedere nulla in cambio, e non c’era nessun altro posto su questa Terra dove avrei voluto essere se non con lui.”

E che dire di Thea? Una ragazza fragile ma anche forte, prigioniera di una mente che non le permette di vivere a pieno la vita, ma che nonostante questo è allegra e solare, sempre sorridente, con la battuta pronta, che non si scoraggia davanti alle avversità della vita che le ha donato una seconda possibilità, quella che lei non intende sprecare.

“Un orologio invisibile è appeso sopra la mia testa e i minuti continuano a scorrere. Ho perso due anni. Ora ogni secondo in cui non sono là fuori, a fare ciò che mi rende felice, è solo altro tempo perso.”

Perchè si sa, la vita è breve, va vissuta a pieno e fino in fondo. Oggi siamo qui, domani non si sa, ed è per questo che vi consiglio caldamente di leggere questo romanzo, se ne avrete occasione.

Vi farà capire che non bisogna mai dare nulla per scontato, perchè abbiamo una sola vita e non possiamo sprecarla ad arrabbiarci col mondo intero.

Non rimanete ancorati al passato, vivete il presente e soprattutto programmate il futuro, viaggiate, innamoratevi, costruitevi una carriera e una famiglia, non rimandate a domani ciò che potreste fare oggi.

Fate finta di dover vivere una vita cinque minuti alla volta.

Vi sembra il caso di sprecare altro tempo?

“Non importa ciò che succederà domani, eravamo felici. Abbiamo attraversato il momento migliore delle nostre vite.”

Buona lettura,

Elisa

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